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———•••∂яєαмїиg ρσϊsöñ•••———

.снїссα.

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Occupation:
...se dovessi scegliere i soliti 3aggettivi x descrivermi...
...ѕноραноℓїс...
...ѕρϊяϊтоѕα...
...τϊмϊ∂α...
il resto lascio che lo scopriate da soli...:)
TANTI BACINI
July 14

pappappero!!!!!

 

Sono felice di presentarvi il mio nuovo blog!!!

...IN ALTO A DESTRA, troverete il collegamento...

 

                [in fase di elaborazione!...]

 

 

20ix43k.png

July 13

tralallà

Image Hosted by ImageShack.us .waiting for Paris.
 
July 12

through the spine into yours nerves

 

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Shes GoT   iT,

yeah, bAby, sHes  gOt  i T  !   

Im  yOuR  Venus,

Im  yOuR   F iRe,    

aT  yOuR  deS iRe  

Image Hosted by ImageShack.us



 

July 09

(L)

 

 

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       riuscirò       mai       a        far t  i        capire      quanto     i  o         tenga      a     te?!
con te vicino  le mie giornate si illuminano
 
 
 .  love u.
 
 
 
 Image Hosted by ImageShack.us

SONO STUFA DI RINCORRERE LE PERSONE.ADESSO RINCORRETEMI VOI SE AVETE VOGLIA.sennò ciccia!

perchè ho dovuto conoscerlo sotto queste forme?!
mi chiedo perchè non sia riuscita a limitarmi a leggerne sui libri, sulle riviste, vederlo al cinema.
mi chiedo perchè il mondo giri in questo modo.
Fa male.
Tantissimo.
perchè lui scava.
scava,scava,scava.
ti svuota.
ti sfinisce.
ti toglie il respiro, ogni tuo sorriso, ogni lacrima, ogni carezza, ogni abbraccio,
ti toglie la voglia di mangiare, di dormire,
rapisce ogni tuo pensiero, s' insinua in ogni angolo della tua mente.
S'impossessa di te.
E te...che sei lì inerme...non sai più che fare,
che dire,
chi ha torto,
chi ragione.
Hai dei presentimenti strani.
E poi finisce.
E' finita.
e allora quel 'tutto' che prima ti sembrava di avere diventa niente.
ti accorgi della voragine che ha saputo scavare.
Ti guardi dentro e scopri che hai dato tutto ciò che potevi dare,
hai lottato contro tutto e tutti,
hai mentito a te stessa,
hai aspettato che cambiasse,
hai sperato fino alla fine,
ti sei pentita, emozionata, arresa, ripresa.
Tutto inutile.
...se poi ti accorgi che era solo un tuo gioco,
un gioco dal quale tutti se ne erano andati.
...e te troppo presa a dar dimostrazioni su dimostrazioni,
perchè ti sentivi in dovere, perchè credevi che fosse più facile, perchè lo ritenevi giusto, perchè speravi che andasse diversamente,
non ti sei accorta che eri rimasta SOLA.
che hai passato il tempo a rincorrere persone sbagliate,
che non c'entravano niente con te,
che pretendevano mille e davano zero.
 
ecco.
mi chiedo perchè?
perchè ho continuato a giocare come una stupida?
perchè non sono riuscita a togliermi in tempo?
perchè?
 
ho la testa che scoppia.
gli occhi gonfi. e pizzicano.
tanto.
 
e sono stufa.
stufa di TUTTO E TUTTI.
stufa con quello per una cosa, con quell'altro per un'altra.
 
non ne posso più.
 
 
ho bisogno di staccare la spina.
e ho bisogno di sapere che veramente ci sia qualcuno.
anche nell'universo.
basta che lo incontri.
 
prima o poi...
 
 
cazzo, devo crederci che ci sarà qualcuno che prima o poi avrà la forza di rincorrermi no?!
perchè sono sempre io a dover assecondare gli altri?!
e vaffanculo oh!
 
[e io che credevo di esser tornata in pace con me stessa...]
June 19

ti voglio davvero bene

 
 
 
 
come vorrei poterti riabbracciare.
anche una sola volta.
per l'ultima volta.Ragazza
June 16

naufragando in un mare di ricordi...

Cos’è un ricordo?

…questa strana parola dietro cui si cela un mondo a metà fra il reale ed il fiabesco, su cui ogni persona si ritrova inevitabilmente a fantasticare, per cui a volte non si riesce più a vivere il presente.

Un RicordO è qualcosa che fa parte di te,

e così non importa ciò che stai facendo o con chi sei,

per qualche strana ragione lui è dentro di te e lotta per venire a galla tutte le volte che lo desidera.

A volte nasce da sé, senza un motivo preciso, magari in un momento di tranquillità dove è il silenzio a cullarci e a tenerci la mano; altre volte, capita che da una nullità- come una nota, un odore, un sapore, un colore, un taglio di capelli, un gesto, un certo locale, o una certa composizione di fiori- la nostra mente inizi ad elaborare una serie di pensieri a catena che ognuno, come una piccola bomba ad orologeria, esplodendo, innesca una miriade di altri pensieri, e così ti ritrovi con la testa altrove, piena zeppa di persone, gesti e parole non tue, ma che in qualche modo sono parte di te.

E così ci si ritrova a parlare della ‘memoria involontaria’ tanto decantata da Proust…[Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario.]

Proust le chiamava ‘miracolose analogie’.

 

Poi, una lacrima ti riga la guancia,

un sorriso ti sfiora il volto,

l’ira di un tempo ti fa trasalire di nuovo.

 

Ed è qualcosa da cui non puoi scappare.
Il mare.
Il mare incanta, il mare uccide, commuove , spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile.
Ma soprattutto: il mare chiama.
Non fa altro, in fondo, che questo: chiama.
Non smette mai, ti entra dentro, ce l'hai addosso, è te che vuole.
Puoi anche far finta di niente , ma non serve.
Continuerà a chiamarti.
Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno, sempre, in agguato, pazienti, un passo oltre la tua vita.
Instancabilmente, li sentirai chiamare.
Senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà

 

Questa è la forza ed il potere di un ricordo, detentore dei nostri sentimenti più intimi, delle nostre emozioni più riposte, di un tempo che ci sembra perduto appunto.

 

Ciò che ancora non riesco personalmente a capire è fin dove possiamo considerare bello ed indolore un ricordo. C’è un tempo minimo, un tempo limite, o semplicemente è a tempo  illimitato?

E se davvero quel ricordo che prima ci faceva piangere adesso ci fa sorridere,

quello che ci faceva ridere ora non sortisce più nessuna ilarità,

quello che tanto ci faceva arrabbiare ha smesso di agitare le nostre ‘acque interiori’,

allora ci possiamo ritenere soddisfatti di noi stessi?

 

Sapremmo mai, in definitiva, lasciare da parte le emozioni di un tempo e ricordare senza soffrire almeno un po’ ?!

 

Già, perché se anche un ricordo ci stesse sussurrando di un momento felice e spensierato, staremmo male lo stesso provando quell’immancabile nostalgia che non può non farci sognare di nuovo un momento simile.

E se ti stesse urlando di un periodo triste e doloroso, potremmo mai scostare da una parte un pezzo della nostra vita per non ferirci più, oppure lo accetteremmo senza più rancore, o per tutta la vita continuerà ad invaderci la rabbia di un tempo?!

 

Eppure…dal mio punto di vista, la parte più dura di un processo di elaborazione di un’esperienza, non è tanto il ‘buttare nel dimenticatoio’, quanto piuttosto il ‘ricordare’ senza farsi trasportare.

Perché è proprio il trasporto che deriva da una serie di ricordi che alcune persone non riescono più nemmeno a vivere il presente, perché troppo attaccati a sogni perduti ed emozioni consumate e ormai finite; è proprio il trasporto che suscita nostalgia, rancore, amarezza, tristezza…e nel migliore dei casi, una sottile malinconia.

 

In realtà sono abbastanza certa che non tutti e non per tutti i ricordi riusciremo mai ad arrivare allo stadio finale del ‘sono in grado di ricordare un momento della mia vita che ha contribuito a far di me ciò che sono oggi, STOP.’; perché è quello più difficile, quello a cui si giunge se dentro di noi regna una tale stabilità da far sì che questo sia possibile, se, se, se…tanti se che nella maggior parte dei casi sono molto utopistici; perché se addirittura non si è soddisfatti di sé stessi poi, i discorsi stanno a zero.

 

[Al limite si potrebbe far e di un certo ricordo, il punto di partenza da cui riniziare a riprendere in mano le redini della propria vita.]

 

Così a volte mi ritrovo a crogiolarmi nei miei più disparati e strani ricordi,

provo a trovarne sempre di nuovi, cosicché non mi rapiscano a tal punto da lasciarmi in uno stato passato che mi neghi costantemente il presente,

provo a lavorare su di me in modo tale da poter accantonare qualche ricordo più spiacevole, o magari quelli più belli, proprio perché attualmente creerebbero amarezza e basta, e lascio il posto a nuovi eventi, nuove sensazioni e nuove emozioni tutte da vivere e da assaporare, senza permettere ai fantasmi della mia mente di spaventarmi in eterno.

guarda che questo è proprio per te!!!

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Mi devi una bacio.

Un caffè.

Una lunga telefonata notturna.

Una poesia.

Un silenzio.

Una carezza.

Mi devi una spiegazione. 

Un mezzo sorriso ironico.

Una scommessa. Una promessa.

Oppure non mi devi nulla.

Facciamo che  non mi devi nulla.

Fanculo ogni spiegazione.

Solo ricordati, di pensarmi...